Albarello

L’albarello (o alberello) è un recipiente usato nelle antiche farmacie per contenere spezie, prodotti erboristici o preparati medicinali come unguenti, polveri ed elettuari che si diffuse in Italia nel periodo medievale e rinascimentale.

 

altezza 45 cm. Prezzo: euro 130.00

L’articoletto continua…

Solitamente è vasetto cilindrico di varie misure, molto spesso strozzato nella parte centrale, di bocca ampia e con una rientranza sotto l’orlo, e si caratterizza per essere realizzato in maiolica, non raramente decorata con ricche miniature come i due qui presenti dotati anche di manici, perché questo materiale consentiva di conservare anche prodotti liquidi o viscosi. L’ornamento pittorico è un dettaglio tipicamente italiano, realizzato all’inizio con tecniche e motivi diversi: dal “bianco latte” alla “foglia gotica”, dalle tinte marmorizzate rassomiglianti l’onice all’arabesco. Originariamente era senza coperchio e veniva chiuso con carta pergamena fermata intorno al bordo con lo spago per evitare la contaminazione del contenuto o la sua dispersione per sublimazione o evaporazione. In seguito vennero realizzati albarelli con coperchio in ceramica, a volte muniti di manici. Alcuni studiosi tendono a rivedere nella forma dell’albarello l’imitazione dell’imballaggio in canna di bambù con il quale venivano trasportate le droghe dall’Oriente.
L’utilizzazione e la diffusione dell’albarello iniziò, in un primo tempo, in Persia e in seguito, tramite le versioni arabo-sicule e ispanico-arabe si estese in Italia e poi anche nel resto dell’Europa
L’etimologia del termine è discussa. Alcuni studiosi fanno risalire la sua origine al latino “albaris” nell’accezione di “bianchiccio”. Altri criticano invece tale interpretazione e ipotizzano che tali recipienti fossero originariamente realizzati in legno. Tra le più antiche attestazioni del termine viene ricordato un documento del 1196 dove si parla di un «parvum albarellum de terra cum globo» (“piccolo albarello di terracotta con coperchio tondo”).