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Piatto d’arredo anonimo d’antiquariato

Prezzo 200,00 euro, spedizione 10,00 euro

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Tra i pezzi che ho raccolto e sto dedicando ai collezionisti ho questo piatto del diametro di 20 cm, firmato solo “Deruta” dalle caratteristiche estremamente singolari, tali da rendermi difficile attribuire una datazione precisa.
Una veloce descrizione della decorazione: il motivo che va a riempire il piatto è un ornato generico leggero ed estremamente preciso, imperniato sui “riccetti” alla maniera di Deruta sul bordo e un elemento centrale solitamente caratteristico dei piatti da tavola o di altri elementi da portata che è stato scelto come “cuore” del decoro, viste anche le dimensioni contenute del pezzo.
I colori e la fattura della pittura sono oggettivamente splendidi e perfetti per la porzione che occupano, per come suddividono lo spazio e per la fermezza del tratto (senza dubbio il piombo contenuto nei smalti ha la sua parte di merito). Tuttavia l’aspetto più rilevante del pezzo è rappresentato dal colore di fondo che si tratta di un bianco-rosato tanto intenso e singolare da “ingannare” l’occhio al primo sguardo, lasciando sospettare che possa trattarsi di un pezzo sul quale la smaltatura preparatori non sia riuscita bene o che lo smalto fosse difettoso, della densità sbagliata ecc., tanto da far intravedere il colore della terracotta sottostante.
Un’osservazione più attenta e approfondita rivela invece che si tratta proprio di uno smalto dalla tonalità particolare, perché il suo spessore, valutabile osservando il piede dell’oggetto, è quello corretto e, fosse stata una miscela difettosa o troppo diluita, avrebbe reso anche gli altri colori disposti sopra di esso slavati e traslucidi quando invece risultano perfetti e perfettamente coprenti, con una fusione impeccabile.
Infine la forma: questo piatto di 20 cm è praticamente concavo, con il bordo rialzato e piegato, risultato di che un tempo si otteneva solo con la lavorazione a mano.

Piatto merlato decoro Gubbio

Diametro 25,00cm; prezzo 50,00€; con spedizione 60,00€

Lo stile decorativo Gubbio (o Eugubino) è stata una recente aggiunta alla mia produzione, nata dallo studio diretto di alcuni reperti di maiolica realizzata a Deruta nel secolo scorso. Attualmente è davvero molto raro trovare dei pezzi che riportano questo decoro, sia contemporanei che datati, il quale per ricchezza di colori e vivacità di toni sembra porsi nella corrente del gusto Liberty in voga a cavallo tra i secoli XIX e XX.


Si tratta di un decoro molto complesso da realizzare quanto da studiare poiché possiede un numero consistente di dettagli caratterizzanti e una larga possibilità di variazioni, Come si può osservare in foto o nel video, possiede due macro-elementi fondamentali: varie infiorescenze stilizzate dai più diversi colori sfumati e sovrapposti. Il secondo è il fogliame che segue l’intelaiatura del disegno andando a colmare lo spazio per creare un effetto di contrasto cromatico tra i colori vivaci e sgargianti dei fiori e i verdi delle foglie. Queste ultime hanno due caratteristiche: vanno raggruppati in grappoli di tre unità e devono essere colorate con due tipi diversi di verde (in rapporto 2 a 1). In questo caso ho usato il verde pavone come maggioritario e il verde ramina per secondo, mentre la forma delle foglie che ho scelto è tondeggiante così come appare in uno dei reperti che ho preso a modello.

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Proprio questa caratteristica delle foglie tonde lascia pensare che la maniera in cui si dipinge il Gubbio abbia subito in qualche modo l’influenza dello stile Arabesco, nel quale le foglie tonde sono essenziali per l’aspetto finale della decorazione e, in ultimo, gran parte dell’atto pratico della pittura comporta l’adozione delle stesse tecnica e manualità in entrambi gli stili, salvo il fatto che per l’Eugubino è tassativo delineare i contorni di tutti i singoli elementi (su questo piatto ho usato un marrone/bruno), mentre nella maggior parte dei casi l’Arabesco non vede gli elementi delineati o marcati con una contornatura netta.